Porto di Pra’, Filippo Bruzzone contro l’ampliamento del terminal: «Basta decisioni calate dall’alto»

Il capogruppo della Lista Civica Silvia Salis Sindaca chiede una regia pubblica sull’area portuale e annuncia una nota istituzionale indirizzata a tutti gli interessati del vicesindaco Alessandro Terrile: «Il territorio non può essere escluso dalle scelte che lo riguardano»

Il possibile ampliamento del terminal Psa di Pra’ riaccende il confronto politico sul rapporto tra porto e territorio. A intervenire è Filippo Bruzzone, capogruppo della Lista Silvia Salis Sindaca in Consiglio comunale, che contesta il metodo con cui il tema viene affrontato e chiede di fermare ogni scelta non inserita in una pianificazione complessiva, pubblica e condivisa.

Secondo Bruzzone, le dichiarazioni sull’ampliamento del terminal confermano «un’impostazione che non possiamo condividere». Il punto, per il capogruppo, non riguarda soltanto l’intervento in sé, ma il modo in cui si continua a discutere di un nodo strategico della città. «Si continua a intervenire su un nodo strategico della città senza una visione complessiva e senza un reale coinvolgimento delle istituzioni locali e del territorio», afferma.
La questione è particolarmente sensibile perché Pra’ convive da oltre quarant’anni con il porto e con i suoi impatti. Il capogruppo della Lista Salis richiama le ricadute ambientali, acustiche e sulla qualità della vita dei residenti, parlando di un equilibrio già fragile. «Pra’ vive da oltre quarant’anni una convivenza complessa con il porto, con un impatto costante in termini ambientali, acustici e di qualità della vita. È un equilibrio già fragile, che non può essere ulteriormente messo sotto pressione attraverso interventi puntuali e non inseriti in una pianificazione organica», sottolinea.
Il capogruppo richiama anche la mozione presentata in Consiglio comunale, che definisce «molto chiara». Il documento, spiega, mette alcuni paletti: non discutere oggi nuove ipotesi di ampliamento, rispettare i limiti già individuati per l’area, verificare in modo trasparente i dati sui traffici e attivare un sistema serio e continuativo di monitoraggio ambientale. «Non è più accettabile procedere per singole operazioni, senza un quadro pubblico e condiviso», afferma Filippo Bruzzone.
Il tema, aggiunge, non è soltanto tecnico ma istituzionale. Per Bruzzone, il Consiglio comunale non può essere messo davanti a decisioni già prese in altre sedi. Il porto resta una risorsa strategica nazionale, ma è anche parte integrante della città e della vita quotidiana dei cittadini. Per questo, sostiene, ogni scelta deve tenere conto non solo della competitività dello scalo, ma anche degli effetti sul territorio che lo ospita.
«Quello che sta emergendo è un percorso che rischia di escludere il territorio dalle scelte che lo riguardano direttamente. Questo approccio non è più sostenibile», dice il capogruppo. Da qui l’annuncio di un’iniziativa istituzionale: «Come amministrazione, in sinergia con il vicesindaco Alessandro Terrile, vogliamo rispettare gli impegni presi con la cittadinanza e faremo a stretto giro una nota istituzionale indirizzata a tutti gli interessati».
La posizione rivendicata non è di contrarietà allo sviluppo portuale, ma a un modello decisionale giudicato non rispettoso delle comunità coinvolte. «Non siamo contro lo sviluppo del porto», conclude Bruzzone, «ma contro approcci che non rispettano le comunità su cui impattano con decisioni calate dall’alto. Serve una regia pubblica chiara, trasparente e condivisa, capace di tenere insieme competitività e sostenibilità. Senza questo equilibrio, non c’è un futuro sostenibile per Genova».
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